Siamo fermi al 1998

Perché di eBook ce ne sono tanti, diversi e con potenzialità quasi infinite. Come sempre voglio essere chiaro: la digitalizzazione del cartaceo non mi interessa. Ma è questo il panorama che si presenta oggi in Italia. eBook fotocopie del cartaceo, senza troppi margini di miglioramento. Fermi al 1998, molti editori non cambiano le carte in tavola. Perché?

Supporti di lettura

Non è affatto semplice rimanere aggiornati sulle ultime tendenze in ambito tecnologico, ma è bene che l’editore conosca almeno i dispositivi e le applicazioni di lettura maggiormente utilizzate, affinché possa, durante la creazione dell’eBook, arginare possibili problemi di visualizzazione — testando sui suddetti mezzi di lettura il prodotto creato.

Piattaforma di distribuzione e vendita: Google Play Books

Google Play Books nasce con l’idea di semplificare la ricerca, l’acquisto, e la lettura dei contenuti digitali in maniera indipendente dal dispositivo di lettura. Al momento del lancio, avvenuto alla fine del 2010, il portale presentava già oltre tre milioni di titoli con un parco editori che va tutt’oggi dalle maggiori case editrici mondiali agli indipendenti. Lo store è navigabile in rete come qualsiasi shop online e, soprattutto, è presente su tutti i dispositivi con sistema Android.

Fusioni controverse: IDPF annuncia importanti novità

Iniziato da poco il 2017 e già si avverte aria di cambiamento, almeno per l’editoria digitale. L’IDPF, International Digital Publishing Forum, l’associazione che stabilisce le linee guide del formato ePub per gli eBook, si è fusa con il W3C, World Wide Web Consortium, organizzazione che ha lo scopo di sviluppare le potenzialità del WWW.
Una bella spinta verso l’innovazione, ma quali i possibili costi?