Scorci sul futuro del formato ePub

Ci sarà un momento in cui il formato ePub prenderà il posto del PDF per la diffusione di contenuti digitali? Secondo me sì, e si vedono già i primi cambiamenti verso il suo futuro.

All’inizio del 2017 avvenne il primo grande cambiamento per l’editoria digitale. L’IDPF, International Digital Publishing Forum, l’associazione che stabilisce le linee guide del formato ePub per gli eBook, si è fusa con il W3C, World Wide Web Consortium, organizzazione che ha lo scopo di sviluppare le potenzialità del WWW – Fusioni controverse: IDPF annuncia importanti novità. L’IDPF, unendo le forze con il W3C, inizia così a espandere e ad accelerare la convergenza, avvenuta con la versione .3, tra il formato ePub e l’Open Web; verso un’editoria digitale aperta, accessibile e innovativa.

Proprio all’interno del forum del W3C si è poi costituito un gruppo di lavoro di esperti del formato ePub; dislocando il già nutrito gruppo costituitosi all’interno dell’IDPF. Il gruppo, presieduto da Wendy Reid (Rakuten Kobo) e Dave Cramer (Hachette) – Rakuten Kobo e Hachette, due nomini proprio –, ha come obiettivi quelli di rendere l’ePub3 una raccomandazione del W3C e l’aggiornamento continuo dell’ePub3.

Parallelamente, si sta formando un altro gruppo di lavoro ePub3 per garantire un futuro forte e stabile per lo standard, che è la base di un’industria da miliardi di dollari. Il nuovo gruppo si dedicherà al supporto del formato ePub concentrandosi sulle conformità dei sistemi di lettura, sullo sviluppo di una suite di test, sul miglioramento dell’accessibilità, sulla garanzia della compatibilità con le versioni precedenti e sul continuo perfezionamento del formato. L’obiettivo è rendere l’ePub3 una raccomandazione ufficiale del W3C, conferendogli uno status formale a livello internazionale.

Infine, il lancio proprio in questi giorni della nuova versione del validatore EPUBCheck, la 4.2.5, e del nuovo sito dedicato.

Tante strade verso il futuro del formato ePub

Nel mezzo, altri piccoli passi avanti. Come l’aggiornamento di Dropbox che ha permesso di visualizzare nelle anteprime anche il formato ePub, oppure il lancio di Ace da parte di DAISY (Digital Accessible Information System), l’innovativo strumento open source di controllo dell’accessibilità per eBook in formato ePub – finalmente non ci sono più scuse per creare eBook davvero accessibili.

L’atto della lettura è solitamente definito in modo tale da mettere in primo piano le esperienze delle persone vedenti e non disabili. Sono attivamente escluse esperienze di lettura che non aderiscono a questa norma. È ora che gli editori inizino a considerare seriamente le esigenze dei lettori con disabilità di stampa, lettori la cui capacità di leggere i materiali stampati è ostacolata da disabilità visive, motorie, cognitive o dello sviluppo.

Qualche mese fa poi, Amazon ha pubblicato un importante aggiornamento. Già preannunciata dal consiglio di caricare direttamente il formato ePub sulla piattaforma KDP di Amazon, ora invece è regola ufficiale.

Si legge dal sito «dopo il 28 giugno 2021, non supporteremo più file mobi durante la pubblicazione di nuovi eBook a impaginazione dinamica o l’aggiornamento di libri pubblicati in precedenza. Utilizza invece i formati ePub, DOCX o KPF; consulta le nostre Domande frequenti per ulteriori informazioni. I file MOBI sono comunque accettati per gli eBook a impaginazione fissa.»

Il file andrà comunque dato in pasto a Kindle Previewer prima della pubblicazione per la convalida; ma chissà se questo cambio di rotta porterà anche all’ampliamento delle linee guida per la pubblicazione su Amazon – a oggi ancora molto limitate rispetto alle potenzialità del formato ePub3. Sicuramente, già solo questa novità semplificherà e snellirà il processo di pubblicazione.

Il futuro del formato ePub (?)

Secondo me il prossimo passo sarà la comparsa del formato ePub tra le opzioni per il caricamento di file all’interno di piattaforme, siti web e social. Immagino per esempio LinkedIn che permetterà il caricamento di file ePub per l’anteprima di eBook prima e, come seguito naturale, report aziendali o presentazioni. Si tratta di integrazioni che porterebbero a uno sviluppo importante del formato ePub. La diffusione dei file ePub, anche da parte di piattaforme non dedicate, porterà sicuramente all’aggiornamento delle piattaforme di vendita e distribuzione alla versione più recente del formato – e all’abbandono del formato ePub2, come sta già succedendo in Francia grazie ad Hachette, a Readium Fondation e l consorzio DAISY.

La mia non è una richiesta come fanatico della tecnologia che vuole adottare a tutti i costi lo standard più recente. L’ePub3 è molto meglio rispetto all’ePub2: per tutto ciò che riguarda l’accessibilità dei contenuti da parte delle persone con disabilità visiva, per le possibilità offerto da CSS3 per rendere graficamente più ricche le pubblicazioni o la possibilità di includere formule matematiche nel testo. Perché un’azienda dovrebbe scegliere il formato ePub?

Succederà, un giorno, perché il formato ePub ha tante potenzialità quante ne ha il web. Il tutto in una scatola, parafrasando Bill Kasdorf.

Securing a strong future for EPUB. Exploring new ideas for every sort of digital publication. Bringing business needs to the technical community: These are the goals of Publishing@W3C.


Fonti

Listen to the People: The Future of EPUB and New Directions for Publishing, W3C Blog

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